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Calcolo del mutuo: consigli prima di chiederlo27 luglio 2010 - 16:20
La possibilità di sostenere il costo della rata è in realtà il fattore principale da tenere in considerazione al momento di decidere l'entità del prestito da richiedere. In questo calcolo di sostenibilità andranno considerate, oltre al saldo per l'acquisto della casa, anche le spese accessorie: fra queste ve ne saranno alcune calcolabili a priori, come le imposte, ed altre variabili, per le quali sarà necessario richiedere un preventivo (spese per l'agenzia di intermediazione, costo del notaio etc). Le spese correlate al mutuo saranno variabili fra il 6% e il 10%, a seconda che si siano ricevute delle agevolazioni sulle imposte o che si sia acquisito un immobile a regime fiscale ordinario; andranno aggiunte a queste anche le spese eventualmente legate a traslochi, arredi o ristrutturazione. Fatte queste considerazioni, si potrà decidere quanto denaro mettere in gioco, tenendosi eventualmente una disponibilità da parte qualora si debba far fronte ad imprevisti (come un aumento della rata, in caso di un mutuo a tasso variabile) o si voglia richiedere un'estinzione anticipata, anche parziale: non bisogna infatti dimenticare che nei mutui è sempre possibile effettuare estinzioni parziali senza dover affrontare delle penali e che utilizzare dei risparmi per eliminare il debito (e quindi la rata) è sempre possibile e in alcuni casi molto vantaggioso. Un'altra opportunità da non dimenticare prima di richiedere un mutuo è quella di utilizzare l'anticipo del Tfr (se è ancora in azienda): il trattamento di fine rapporto viene pagato in contanti al termine del rapporto di lavoro, in una unica soluzione, e non è convertibile in rendita. Ci sono però delle eccezioni, in cui è possibile richiedere un anticipo, come per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile. Tali eccezioni sono previste dall'articolo 2120, commi 6 e 8, del Codice civile, in cui si specificano anche alcune restrizioni: «il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere [...] una anticipazione non superiore al 70% sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta». Se non si sfrutta subito l'opportunità di chiedere l'anticipo potrebbe essere problematico usufruirne in seguito per richiedere una parziale estinzione del debito, data la necessità dell'assenso del datore di lavoro e l'assenza di un orientamento giuridico univoco in caso di un suo rifiuto. |
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